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Venerdì 17 Settembre 1999 |
di SERGIO RINALDI TUFI
Nella
villa di Orazio a Licenza, nell'area dei Monti Lucretili,
torna alla luce un grande impianto termale, compredente,
come d'uso, calidarium, tepidarium,
frigidarium (ambienti per i bagni, rispettivamente, caldi,
tiepidi e freddi); si scoprono, inoltre, importanti
elementi dell'ampio giardino della residenza del poeta. I
rinvenimenti sono frutto di una ricerca quadriennale
iniziata nel 1997 sotto la direzione di Bernard Frischer
(Università di California): ma già dall'inizio
degli anni Novanta la Soprintendenza aveva ripreso lo
studio del monumento, che era stato scavato per la prima
volta nel 1911 da Giuseppe Lugli e Angelo Pasqui, due dei
'maestri' della topografia antica.
Le terme furono
aggiunte fra fine del I secolo d.C. e inizio del II a un
primitivo complesso databile al I a.C. Erano collegate con
una grande struttura a pianta ovale che, secondo il Lugli,
era identificabile come vivarium per
l'allevamento dei pesci, ma che più recentemente è stata
reinterpretata come laconicum (ambiente
per bagni di vapori caldi) e ora viene spiegata come
raffinato sistema di distribuzione delle acque. L'edificio
termale, comunque, è un'ulteriore testimonianza del gusto
per i bagni, tipico della 'qualità della vita' nell'antica
Roma: bagni per cui spesso ci si recava in monumentali
edifici pubblici, ma che, come in questo caso, potevano
aver luogo anche in terme private all'interno di ricche
dimore.Il complesso residenziale a cui le terme si
aggiungono era giˆ di per sŽ notevolissimo: quasi 500 metri
quadrati di superficie, gran parte dei quali occupati da un
ampio giardino. In questo giardino sono state ora rinvenute
anfore che facevano parte dell'allestimento di aiuole; ma
interessante era anche la parte residenziale vera e
propria, con un atrio, numerosi cubicula (camere da
letto) e due triclinia (sale da pranzo), uno estivo e uno
invernale.
Ville come questa erano destinate
all'otium
(scrittura, lettura, dotta conversazione, contrapposte al
negotium,
le incombenze e gli affari della vita urbana) degli
aristocratici e degli intellettuali di Roma antica. La
villa di Licenza (da Digentia, nome
antico del fiume che scorre nelle vicinanze) fu donata a
Orazio nel 33 o 32 a.C. da Mecenate, amico di Ottaviano
Augusto e gran protettore di poeti e artisti (insomma, un
intelligente organizzatore del consenso). Orazio, che aveva
combattuto con Bruto contro Ottaviano, e che, dopo la
vittoria di quest'ultimo, aveva conosciuto momenti di
emarginazione, era rientrato nel 'giro che conta' grazie ad
amici influenti, fra cui Virgilio, l'autore dell'Eneide. Il dono da
parte di Mecenate era un definitivo suggello di questo
rientro. Non a caso, oltre agli Epodi, alle
Satire e
alle Odi,
il poeta scrisse anche il Carme
Secolare, una celebrazione della
grandezza dell'impero augusteo. La villa si trovava in un
ambiente ben scelto: la valle del fiume Licenza (compresa
fra quella dell'Aniene a nord, quella del fiume Farfa a
sud, con i monti Sabini a ovest e con i rilievi Carseolani
a est) è fresca e boscosa. Restata lunghissimamente in uso
anche dopo la morte del poeta (8 a.C.), la residenza
conobbe numerose fasi ricostruttive (fra cui le terme). E
ancora oggi l'area dei Lucretili è apprezzata per le sue
bellezze ambientali e monumentali, come le chiese e i
conventi di Roccagiovine, Percile, Orvinio, o come la Rocca
Orsini nella stessa Licenza.